Una breve sosta durante il nostro viaggio da Chichen Itza a Merida, ci porta nella magica Itzmal : la città gialla.

Un villaggio stupendo, dove davvero il colore giallo riveste e accende tutte le stradine del centro storico e dove l’atmosfera del Messico vero, quello che tanto stiamo cercando e trovando in questo viaggio ci avvolge e sorprende.

Dal convento della piazza centrale ci dirigiamo in una lenta e piacevole camminata attraverso le stradine circostanti ed  lì che ci si presenta la vita messicana, il vecchietto che sotto i portici si riposa con la borse di una semplice spesa, la vecchietta che attraversa la strada per salutare l’amica che vive di fronte, le vecchie auto che circolano veloci  e rumorose portando la vita nella quiete gialla del villaggio.

Quando si parla di Ande il pensiero corre subito al Perù, alla magnificenza di Machu Pitchu e alla maestria dei suoi costruttori. Ma la Cordigliera delle Ande è davvero molto lunga e offre opportunità paesaggistiche mozzafiato lungo tutto il suo percorso. Nel nostro viaggio in Argentina, nella zona Nord Ovest, ci siamo ritrovato immersi in un Paesaggio quasi lunare, lontano dalle praterie rigogliose che circondano il sito archeologico peruviano, sia geograficamente sia morfologicamente. Cime innevate affacciate su specchi d’acqua che racchiudono l’origine della vita grazie alla presenza degli stromatoliti, distese di sale che spaziano verso l’infinito e colori che non credevamo possibili in natura ci hanno accompagnato lungo tutto il nostro viaggio insieme a persone accoglienti e generose nella loro semplicità. E’ stato un viaggio solitario: questa zona è ancora così pura e intatta che i viaggiatori che abbiamo incontrato sono stati davvero pochi, per lo più locali.
Non fermatevi quindi a Salta e a Purmamarca, ma lasciatevi attrarre dalle cime che circondano questi splendidi e ancora pittorechi villaggi, e scoprirete un paesaggio marziano, che sembra a tratti dipinto da un fumettista e ad altri l’opera di una volontà superiore che in questi luoghi ha scelto di dare il meglio di sè.
Travelf Further, Travel Truly, Travel Deeply.

Alle 18,30 ci avviamo nel silenzio del bush australiano verso un parcheggio dove tutti si radunano per assistere allo spettacolo: Il Tramonto a Uluru o meglio il tramonto di Uluru.

Il silenzio diventa a ogni minuto sempre più irreale, gente di tutte le nazionalità, senza bisogno di presentazioni, di conoscenze a al di là dei limiti linguistici, creano un tutt’uno, un unico gruppo che , senza alcuna regola scritta o tramandata, semplicemente resta in silenzio sopraffatto dalla potenza della natura, dai colori, che mano mano che passano i minuti si intensificano  si accendono in uno stupore generale.

Il Tramonto a Uluru non è un tramonto qualunque, non è il cielo che si tinge di rosso, nè il sole che scede, che infatti si lascia alla spalle per guardare nella direzione opposta.

Uluru si accende.

Minuto dopo minuto sempre di più la roccia si trasforma come se si accendesse una lampada dall’interno, in un silenzio irreale rubato solo dal rumore sottile delle macchine fotografiche che scattano foto in sequenza per rubare e ricordare come la luce dall’interno della roccia aumenti via via fino a iniziare a spegnersi e diventare grigia , spenta, addormentata.

Una roccia, quasi un essere vivente che ci sovrasta con la sua mole e la sua inspiegabile energia.

Piu di un volo, un’esperienza di meraviglia, di colori, animali, natura che mai avremmo immaginato fino a quando non siamo decollati col piccolo aereo dalla pista di Maun

L’Africa. Solo questo. La vita, la forza. Non si può spiegare bisogna viverla.

Dall’Africa si torna cambiati, non sarà più come prima. E se ci voli sopra ancora di più ti entrerà nelle vene e capira il perchè.